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Gli amici del garantismo

Corriere di BolognaE’ lecito avere idee diverse persino in materia di garantismo. Sono possibili anche valutazioni differenziate sulla credibilità e sulla coerenza di coloro che chiedono comportamenti garantisti. Qualcuno ha notato doppi pesi e doppie misure esibiti proprio da chi sta attualmente al vertice del governo di questo paese.  Ciò detto, esagerate, molto riprovevoli,  probabilmente sbagliate tanto nel metodo quanto nel merito mi sembrano le critiche rivolte al Sen. Luigi Manconi del Partito Democratico per avere chiesto un’ispezione nella Procura di Bologna in seguito al suicidio della farmacista Vera Guidetti . Né l’interrogazione parlamentare di Manconi né l’ispezione da lui auspicata possono essere archiviate soltanto perché il Pubblico Ministero Valter Giovannini è stato fatto oggetto di scritte ostili sui muri e di minacce. Anche questi comportamenti sono deprecabili, ma nulla autorizza a pensare che rappresentino una conseguenza dell’interrogazione di Manconi e che a lui ne debba essere attribuita la benché minima responsabilità.

Due sono i punti più importanti da spiegare e da sottolineare. Primo, garantismo è chiedere che la legge sia scrupolosamente osservata e applicata da tutti, a maggior ragione dai potenti, in questo caso i magistrati, e ad ancora maggiore ragione quando in ballo è la libertà e la dignità delle persone, in questo caso la signora Guidetti. Se il garantismo deve “eccedere” è ovviamente preferibile e sicuramente scusabile se lo fa a favore dei cittadini inermi (naturalmente, i politici arroganti e i burocrati protervi non si trovano mai nella categoria dei cittadini senz’armi, tutt’altro). Secondo, le reazioni di alcuni esponenti del Partito Democratico locale, l’assessore regionale Raffaele Donini e il neo-deputato Andrea De Maria, curiosamente entrambi ex-segretari della Federazione di Bologna, sono davvero andate sopra le righe. Sembrano suggerire che, da un lato, la Procura di Bologna non sbagli mai e, dall’altro, che qualsiasi ispezione sia immotivata. Entrambe le supposizioni sono senza dubbio molto discutibili. Anzi, sarebbe bello che lo stesso PM Giovannini dichiari immediatamente la sua personale disponibilità all’ispezione affinché vengano acquisiti tutti gli elementi necessari per fare piena luce su un fatto gravissimo.

Il garantismo non dovrebbe servire in nessun partito, meno che mai nel PD che se ne vanta, a distinguere fra gli appartenenti a correnti diverse, con i renziani dalla parte di Manconi e i non renziani al suo attacco. Il garantismo dovrebbe servire, anche per i magistrati, per giungere ad una migliore, più equa, meno erratica applicazione della legge. La non richiesta difesa della Procura di Bologna da parte dei non-renziani ha qualcosa di sospetto, quasi una sorta di favore a futura memoria e/o di reiterata apertura di credito. Invece, per tutti, non soltanto qui e ora, ma sempre, dovrebbe valere un’espressione di Cicerone che parafraso: “amica magistratura, sed magis amica iustitia”.

Pubblicato 25 marzo 2015

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