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Com’è lontana Bologna

Corriere di Bologna

Bologna: che cosa? Già. Che cosa sanno della politica di Bologna i vertici del Partito Democratico, segretario, ovviamente, compreso, e quanto se ne interessano? Si direbbe pochino poiché quando vengono interpellati e quando rilasciano dichiarazioni si esprimono in maniera piuttosto vaga, generica, talvolta confusa. Qualcuno potrebbe sostenere che quei vertici hanno molte cose più importanti di cui occuparsi. Altri potrebbero aggiungere che danno per scontato che a Bologna le cose vanno bene, per il partito, per i renziani, per l’amministrazione comunale. Altri, infine, potrebbero farsi belli di un’affermazione impegnativa: Bologna ai bolognesi, alla loro autonomia di pensiero, di giudizio, di azione. Insomma, troppo spesso accusato di autoritarismo, palese o latente, il potente segretario Matteo Renzi è talmente democratico da non interferire in una situazione locale che, pure, per lui dovrebbero essere importante. Oppure, meno benevolmente, l’autonomia graziosamente concessa a Bologna deriva dal fatto che “l’uomo solo al comando” si è talmente distaccato dal corpo di un partito dato per sicuramente renziano che, anche quando si volta a guardare se lo seguono, Bologna la vede poco.

I bolognesi non dovrebbero essere preoccupati dal disinteresse di Renzi e, soprattutto, dei renziani. Alla città ci penseranno loro, sperabilmente, senza perdere tempo e energie nella oramai famigerata ricerca di “briscoloni” e di papi neri. Invece, preoccupato dovrebbe essere e, in parte, ha già dato mostra di esserlo, il sindaco Merola diventato tempo fa acrobaticamente renziano. Merola sembra oramai nettamente impegnato a candidarsi per un secondo mandato. Con poche, ma non marginali, eccezioni i dirigenti locali del PD non hanno respinto la sua ri-candidatura, ma sarebbe davvero esagerato affermare che il loro appoggio è entusiastico, totale, convinto né che siano tutti pronti a collaborare pancia a terra. Insomma, per Merola qualche parola chiara spesa dai vertici nazionali del suo partito sarebbe una boccata d’ossigeno di cui ha bisogno.

Altre tematiche sono al momento più importanti e più imminenti per il segretario del Partito Democratico. Sono alle porte le elezioni in sette regioni, che Renzi non può permettersi di perdere e che, anzi, gli servirebbero come ratifica positiva delle sue prime riforme. Poi, si vedrà se Bologna e il suo sindaco meritano un po’ del prezioso tempo di chi sta al governo per fare le riforme. Oppure se, come appare attualmente, esiste uno scollamento fra il cerchio governante del PD nazionale e i suoi rami locali. Ricordandosi del compagno Mao, Presidente della “ditta” comunista cinese, Merola farebbe comunque meglio, ingoiata la delusione della mancata pronuncia renziana a suo favore, a “contare sulle sue forze”, a “camminare sulle sue gambe”. Quanto agli elettori bolognesi, non perdano la speranza in qualcosa di nuovo (che, però, difficilmente arriverà dalle iniziative del deputato Andrea De Maria).

Pubblicato il 10 maggio 2015

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