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Sconfitti Orfini e un partito romano sconquassato

Il fatto

Intervista raccolta da Giampiero Calapà per il Fatto Quotidiano

“Il Pd è sconquassato, il limite non è nelle primarie ma nei democratici e nelle condizioni specifiche del partito romano”. Il politologo Gianfranco Pasquino individua anche un colpevole con nome e cognome: “Non capisco che ci stia a fare Matteo Orfini, non capisco perché il presidente dell’assemblea nazionale sia a capo del partito romano”.

Le primarie a Roma questa volta non sono state un grande successo?

Dal punto di vista numerico sono il segno di un declino evidente. Bisogna rilevare che questa consultazione avviene, però, nella fase più bassa per il Pd romano, dove il fondo è stato toccato ampiamente. Il Pd non può cantare vittoria, ma deve rallegrarsi del fatto che ci sia ancora gente che, giustamente direi, pensa sia ancora giusto partecipare. Più che un atto di fede è ancora un tentativo di cercare di influenzare in qualche modo le scelte del partito.

Un po’meglio è andata a Napoli…

Sì è un buon risultato.

Forse perché lo scontro è stato vero, mentre a Roma non solo non hanno litigato, ma non si capivano le differenze…

Non volevano litigare a Roma, rappresentavano fazioni di un partito debole, fragilissimo, e hanno scelto di presidiare le proprie nicchie senza scuotere nulla, ma se non infiammi il dibattito l’interesse non si accende.

E ora, come previsto, tocca a Roberto Giachetti.

Bisogna vedere se adesso la sinistra del partito ingoia anche questo rospo o si sposta su altro…

Massimo Bray, citando Gramsci, ieri ha quasi fatto capire di essere già in campo.

Se si candida Bray e ha tutta la sinistra dalla sua parte, se Stefano Fassina rinuncia per capirci, le cose si complicano per il Partito democratico. C’è una campagna elettorale da vivere ma potrebbe avere qualche possibilità l’ex ministro, perché oltre alla militanza di sinistra avrebbe larghe fette di apparato dello stesso Pd dalla sua parte. Non dimentichiamo che è molto vicino a Massimo D’Alema.

Lei che è un esperto di primarie, forse non funzionano più?

Non direi proprio, il limite non è nelle primarie, ma in un Partito democratico sconquassato, soprattutto a Roma, dove non riesco a vedere grande rinnovamento nell’azione del commissario Matteo Orfini, che è anche il presidente nazionale del partito, cosa già di per sé stravagante.

È lui il colpevole?

Non capisco perché Orfini sia il capo del partito romano, non capisco che ci faccia ancora là.

Qualche consiglio per future primarie?

È una buona idea quella di far votare i sedicenni, ma oltre a farli votare regalerei loro una copia della Costituzione italiana. E va bene anche far votare gli immigrati, ma bisognerebbe migliorare la legge per farli diventare cittadini italiani.

Pubblicato il 7 marzo 2016

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