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#2017iscoming Sul nuovo anno l’ombra lunga del vecchio

L’anno 2017 sta per cominciare, ma il 2016 non ha intenzione di finire. L’ombra lunga di tre avvenimenti diversamente importanti inciderà non poco per tutto l’anno (e oltre). Né i britannici né l’Unione Europea sanno esattamente come venire a capo della Brexit. La transizione da impresario televisivo e palazzinaro a Presidente degli USA riguarda non soltanto Donald Trump, ma il mondo e i suoi molti problemi. L’apprendistato rischia di essere lungo, tormentato e pericoloso. Gli sconfitti del referendum costituzionale italiano non hanno riflettuto sulle loro drammatiche inadeguatezze e preparano non rimedi, ad esempio, una legge elettorale decente, ma vendette.

Auguri 2017 !

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1 commento

  1. Paolo Barbieri ha detto:

    Se come semplici cittadini poco possiamo incidere a livello internazionale, possiamo invece molto incidere a livello interno.

    E molti già pensano ai referendum promossi dalla FIOM-CGIL e al ritorno in campo dei Cittadini che hanno bocciato il ref costituzioale…

    Ma perchè mai dovremmo limitarci a spendere questa straordinaria esperienza di partecipazione dei cittadini, che E’, infine, una Sovranità Popolare Realizzata, non solo enunciata, continuando a rincorrere le malefatte della casta coi referendum per cancellarle o correggerle?

    Se davvero vogliamo che con l’anno nuovo “il caso incominci a trattar bene lei e me e tutti gli altri, e si principi la vita felice” (G. Leopardi), questa straordinaria esperienza di partecipazione dei cittadini, va investita in un progetto operativo che detti l’agenda dei lavori ad un Parlamento suddito e delegato, al quale, per la mediocrità che esprime, non possiamo lasciare il disegno del futuro del Paese, le cui migliori eccellenze sono state espulse dalle istituzione e costrette nelle piazze e nei teatri a cercare di mantenere in vita i valori costituzionali e la Costituzione stessa.

    Eccellenze che si sono naturalmente ritrovate nel Comitato per la Democrazia Costituzionale, e proprio questa ragione costitutiva quasi impone ad esse un’attività propositiva, assertiva, piuttosto che un’attesa delle mediocrità promulgate inevitabilmente da un Parlamento mediocre, per poi intervenire ad emendarle.

    A noi cittadini semplici, pare che la Costituzione consenta alla Sovranità Popolare questa necessaria ed episodica azione di democrazia diretta con l’esercizio degli artt 71 e 50, peraltro ben propedeutica alla presentazione alle prossime politiche di una Lista Civica Nazionale che porti perfettamente le insegne del CDC, per continuare dal Parlamento, luogo-istituzione da cui tutto discende, l’opera avviata sul territorio e consentire alla politica di rigenerarsi migliore con un po’ di sana astinenza dall’esercizio del potere.

    Ma solo quando il rigore morale e culturale, le competenze e l’orientamento al bene comune dei componenti del CDC, avrà ben infisso paletti normativi tali che alla mediocrità sia impedito qualsiasi candidatura e accesso al Parlamento.

    Paolo Barbieri

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