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Cittadini senza scettro Le riforme sbagliate

 

CittadiniSenzaScettroRiformare le Costituzioni e le istituzioni, nei sistemi politici democratici, è un compito tanto delicato quanto nobile. Per adempierlo è indispensabile possedere conoscenze, non soltanto giuridiche, ma soprattutto politologiche, approfondite e comparate. Questo saggio, lucido, irriverente e brillante, offre ai lettori gli elementi necessari per capire quali riforme sono in discussione in Italia, quali riforme sono già state effettuate, spesso male, quali criteri debbono essere utilizzati per valutarle. I giudizi sono argomentati e severi. Riforme che non consentono ai cittadini di eleggere i candidati che preferiscono e, più in generale, che non restituiscono loro lo scettro della sovranità, sono riforme brutte, sbagliate, controproducenti. 

Criticarle e proporre alternative, proprio quello che fa questo libro, è un dovere, non soltanto “scientifico”, ma civico.

piatto

Indice

premessa 1

Premessa 2

Premessa 3

Premessa 4


37 commenti

  1. […] Cittadini senza scettro Le riforme sbagliate […]

  2. […] “E’ stato un discorso protervo. Quello di un uomo che vuole comandare, e che arriva a usare un tono minaccioso nei confronti del presidente del Senato, per intimidirlo“. Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica presso l’università di Bologna, giudica “per molti versi sgradevole” l’intervento di Matteo Renzi nella direzione del Pd. Ed è critico sulla riforma del Senato. Sul tema ha da poco pubblicato Cittadini senza scettro. Le riforme sbagliate(Università Bocconi editore). […]

  3. […] Cittadini senza scettro Le riforme sbagliate […]

  4. […] professore di European studies alla Johns Hopkins University. Sono appena usciti due suoi volumi, Cittadini senza scettro (Egea) e A changing republic, politics and democracy in Italy (ne è coautore, Edizioni […]

  5. […] Cittadini senza scettro Le riforme sbagliate […]

  6. Massimo Paradisi ha detto:

    Buongiorno prof.Pasquino. Mi chiamo Massimo Paradisi e sono segretario del circolo Pd di Castelnuovo Rangone (Mo). Insieme con altri ragazzi stiamo organizzando la prossima festa locale che si svolgerà intorno alla metà di giugno. Mi spiace disturbarla qui (ma non ho trovato altri contatti possibili) perchè vorrei organizzare con lei un’iniziativa di presentazione del suo libro.
    Sarebbe disponibile? Grazie. Massimo Paradisi

  7. […] Cittadini senza scettro Le riforme sbagliate […]

  8. […] prima obiezione ho contrapposto tempo fa (Cittadini senza scettro. Le riforme sbagliate, Egea/UniBocconi 2015), quello che ho definito “un’altra narrazione”. Nessun immobilismo negli ultimi trent’anni. […]

  9. […] Cittadini senza scettro Le riforme sbagliate […]

  10. Professore, lei è convinto che si debba respingere la riforma di questo 2016.
    Eppure decideremo noi … popolo sovrano.
    Lei stesso ricorda l’antichità del problema, tutto senza soluzione, la direzione PD di pochi giorni fa è l’ennesima prova delle difficoltà a costruire un consenso condiviso. Forse (… forse) stiamo completando il superamento della cultura del confronto ideologico, tanto che D’Alema e Fini solidarizzano sul no, e molti ex comunisti duri e puri si schierano col si, anche costituzionalisti e politologi si dividono su scelte opposte.
    Con difficoltà analoghe, il Parlamento ha votato il testo di riforma costituzionale, riforma che aspetta da decenni.
    E’ fisiologico avere opinioni diverse, anche opposte, la democrazia chiede rispetto degli altri.
    Sul testo approvato dal Parlamento (bene o male ma … approvato) c’è ora un referendum.
    Da una parte tutte le ragioni, dall’altra tutti i torti?
    La riforma proposta è l’ennesimo tentativo di migliorare il quadro politico generale: lo migliora oppure lo peggiora?
    Le autonomie locali non pesano troppo sulla generalità dei cittadini?
    Giudico insufficienti le aperture ad una maggiore partecipazione popolare, ma ci sono.
    Trovo molto pasticciato il nuovo Senato.
    Nonostante limiti e difetti voterò SI: preferisco lo scenario consentito da questa riforma a quello praticato finora.
    Qualunque sia l’esito del referendum, quanto accade è un esempio positivo di dibattito democratico, pur tenendo conto di animosità non sempre motivate: che prevalga no oppure si, deciderà il popolo sovrano dopo avere ottenuto informazioni sufficienti, dobbiamo esserne orgogliosi e rispettarci l’un l’altro.
    Il 4 dicembre sarà solo l’inizio per uscire dalla palude, se sarà cosi forse (… forse) ce la stiamo facendo.
    Alessandro Marzocchi

  11. Professor Pasquino, lei è convinto che si debba respingere la riforma di questo 2016 perchè è mal pensata e mal scritta: concordo con queste sue valutazioni ma dissento dalla scelta di bocciare la riforma.
    Intanto, e non mi pare poco, decideremo noi tutti, popolo sovrano e questo è già un ottimo esercizio di democrazia. Altro elemento positivo è la previsione di referendum propositivi e d’indirizzo.
    Lei stesso ricorda che il problema esiste da tempo ed è tuttora senza soluzione, la direzione PD di pochi giorni fa è l’ennesima prova delle difficoltà di costruire un consenso condiviso, come confrmano i numerosi confronti parlamentari di molte legislature. Forse (… forse) stiamo completando il superamento della cultura del confronto ideologico, tanto che D’Alema e Fini concordano sul no, molti ex avversari concordano col si, gli stessi costituzionalisti e politologi si dividono su scelte opposte.
    Con difficoltà analoghe, il Parlamento ha votato il testo di riforma costituzionale. Rispondendo ad Aldo Bozzi, Craxi disse che molte leggi erano equivoche perchè equivoca era la maggioranza che le aveva approvate.
    E’ fisiologico avere opinioni diverse, anche opposte, la democrazia chiede confronto dialettico nel rispetto degli altri.
    Sul testo approvato dal Parlamento (bene o male ma … approvato) c’è ora un referendum.
    Da una parte solamente le ragioni, dall’altra solamente i torti?
    La riforma proposta è l’ennesimo tentativo di migliorare il quadro politico generale, nella sostanza il referendum ci pone questa domanda: la riforma migliora oppure peggiora il quadro politico?
    Le autonomie locali non pesano troppo sulla generalità dei cittadini?
    Giudico insufficienti le aperture ad una maggiore partecipazione popolare, ma ci sono.
    Nonostante limiti e difetti voterò SI: preferisco lo scenario consentito da questa riforma a quello praticato finora.
    Qualunque sia l’esito del referendum, quanto accade è un esempio positivo di dibattito democratico, pur tenendo conto di animosità non sempre motivate: che prevalga no oppure si, deciderà il popolo sovrano dopo avere ottenuto informazioni sufficienti, dobbiamo esserne orgogliosi.
    Vinca il no oppure il si, il 4 dicembre dovrà essere solo l’inizio per uscire dalla palude, se sarà cosi forse (… forse) ce la stiamo facendo: forse ma è anche l’augurio..

    • gianfrancopasquino ha detto:

      Appunto. Le riforme approvate, sconclusionate e disorganiche, sono destinate a peggiorare di molto la situazione esistente. E’ inutile guardare al passato, a quello che non si fece e a chi non lo fece. Guardiamo ad una maggioranza poco preparata e per niente omogenea che ha fatto queste riforme, legge elettorale compresa, e alle conseguenze pasticciate e confuse che seguiranno. Votiamo NO per evitare anni di conflitti, di rimorsi, di tensioni. Insieme a Cittadini senza scettro, il mio NO positivo offre valutazioni e previsioni documentate e argomentate.
      Grazie dell’attenzione.

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